- Contributi a fondo perduto fino
a 500.000 euro per progetti di inclusione digitale innovativa.
- Beneficiari ammessi: enti
pubblici, ETS, fondazioni, università e organizzazioni non profit
italiane.
- Finanziamento integrale del
progetto senza obbligo di cofinanziamento da parte dei proponenti.
- Partenariati multidisciplinari
premiati per esperienza, innovazione, impatto occupazionale e
sostenibilità gestionale.
- Esempio pratico di candidatura
con budget, obiettivi, attività e modalità di erogazione.
La
trasformazione digitale rappresenta una delle principali sfide economiche e
sociali del nostro tempo. L’accesso alle competenze digitali non costituisce
più soltanto un fattore di crescita professionale, ma una condizione essenziale
per partecipare pienamente alla vita economica, sociale e lavorativa. In questo
contesto, le persone con disabilità e invalidità continuano a incontrare
ostacoli significativi nell’accesso alla formazione, ai servizi digitali e alle
opportunità occupazionali, rischiando di subire una doppia esclusione:
tecnologica e lavorativa.
Per
rispondere a queste criticità, il Fondo per la Repubblica Digitale ha promosso
il Bando Zenit 2026, uno strumento che mette a disposizione 6 milioni di euro
per finanziare progetti innovativi finalizzati allo sviluppo delle competenze
digitali e all’inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità.
L’iniziativa si inserisce all’interno della strategia nazionale di
digitalizzazione e punta a sostenere interventi capaci di generare impatti
concreti, misurabili e replicabili nel tempo.
Il bando si rivolge
a enti del terzo settore, fondazioni, enti pubblici, università, centri di
ricerca e organizzazioni non profit che operano nei settori della formazione,
dell’inclusione sociale e dell’accompagnamento al lavoro. Attraverso
partenariati multidisciplinari, i soggetti beneficiari possono realizzare
percorsi di alfabetizzazione digitale, formazione specialistica, sviluppo delle
competenze trasversali, utilizzo di tecnologie assistive, orientamento
professionale e inserimento lavorativo.
Uno degli
aspetti più interessanti del Bando Zenit è la possibilità di ottenere
contributi a fondo perduto compresi tra 250.000 e 500.000 euro, senza obbligo
di cofinanziamento da parte dei proponenti. Tale caratteristica rende la misura
particolarmente attrattiva per gli enti che intendono sviluppare iniziative ad
alto impatto sociale ma che spesso dispongono di risorse finanziarie limitate.
Tuttavia,
ottenere il finanziamento richiede una progettazione accurata. Il Fondo non
valuta soltanto la qualità dell’idea progettuale, ma anche la solidità del
partenariato, la capacità organizzativa dei soggetti coinvolti, la
sostenibilità economica delle attività previste e la misurabilità dei
risultati. Per questo motivo è fondamentale comprendere nel dettaglio i
requisiti giuridici, amministrativi e finanziari richiesti dal bando e
costruire una proposta coerente con gli obiettivi perseguiti dal Fondo.
Nelle pagine
che seguono analizzeremo i principali requisiti di partecipazione, la
documentazione richiesta ai soggetti coinvolti e presenteremo un esempio
pratico di domanda di finanziamento. La simulazione consentirà di comprendere
concretamente come strutturare un progetto, definire gli obiettivi, costruire
il budget e organizzare il partenariato per aumentare le probabilità di successo
nella fase di valutazione.
Il Fondo per la
Repubblica Digitale mantiene aperte nel 2026 due importanti opportunità di
finanziamento dedicate allo sviluppo delle competenze digitali e all’inclusione
sociale: il bando Zenit e la seconda edizione del Canale di cofinanziamento.
Entrambe le misure sono rivolte a enti del terzo settore, fondazioni,
associazioni, organizzazioni formative, enti pubblici e altri soggetti
impegnati nella formazione e nell’inclusione lavorativa.
Il bando Zenit
rappresenta la principale novità del 2026. Con una dotazione complessiva di 6
milioni di euro, finanzia progetti destinati a persone con disabilità e/o
invalidità di età compresa tra 16 e 67 anni. L’obiettivo è ridurre il divario
digitale e favorire l’inclusione sociale e professionale attraverso percorsi formativi
accessibili, orientamento, mentoring, accompagnamento al lavoro e utilizzo di
tecnologie assistive.
I progetti
finanziabili possono includere attività di alfabetizzazione digitale,
formazione specialistica, sviluppo dell’autonomia personale e percorsi
finalizzati all’inserimento lavorativo. Particolare attenzione viene data alle
iniziative innovative, replicabili e capaci di produrre risultati misurabili
nel medio periodo. I contributi per ciascun progetto sono generalmente compresi
tra 250.000 e 500.000 euro, con una durata variabile tra 12 e 24 mesi. Le
domande devono essere presentate tramite la piattaforma Re@dy entro le ore
11:00 del 18 settembre 2026.
Accanto al bando
Zenit, il Fondo ha attivato anche il Canale di cofinanziamento, giunto alla
seconda edizione. Si tratta di uno strumento pensato per favorire la
collaborazione tra il Fondo e altri soggetti finanziatori privati. La dotazione
disponibile supera i 9 milioni di euro ed è stata incrementata fino a circa 9,5
milioni. Il Fondo può coprire fino al 50% del costo complessivo del progetto,
mentre la restante quota deve essere garantita da uno o più cofinanziatori.
Il Canale di
cofinanziamento prevede due figure principali: i cofinanziatori, cioè enti
erogatori privati che mettono a disposizione risorse economiche, e gli enti
attuatori, generalmente organizzazioni non profit incaricate di realizzare
concretamente gli interventi sul territorio. Il contributo minimo richiedibile
è pari a 100.000 euro.
Gli ambiti
finanziabili comprendono formazione digitale, upskilling e reskilling
professionale, inclusione sociale e lavorativa, sviluppo di competenze per
categorie vulnerabili e sperimentazione di modelli innovativi replicabili a
livello nazionale. Le proposte possono essere presentate fino al 31 dicembre
2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Nel complesso,
Zenit e Canale di cofinanziamento rappresentano due strumenti strategici per
enti del terzo settore, fondazioni, associazioni, enti pubblici e
organizzazioni formative. Il primo è focalizzato sull’inclusione digitale delle
persone con disabilità, mentre il secondo consente di costruire progettualità
più ampie attraverso partenariati finanziari e operativi.
Cosa
è il fondo per la Repubblica Digitale.
Il Fondo per la
Repubblica Digitale è uno strumento nazionale nato per sostenere la diffusione
delle competenze digitali e favorire l’inclusione sociale e lavorativa
attraverso percorsi di formazione innovativi. È stato istituito nel 2021
nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal Piano
Nazionale Complementare, attraverso una partnership tra Governo e Acri,
l’associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria.
Il Fondo è
finanziato dai versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali
viene riconosciuto un credito d’imposta. L’iniziativa è stata avviata in via
sperimentale per il periodo 2022-2026 con una dotazione complessiva di
centinaia di milioni di euro destinati a progetti ad alto impatto sociale.
L’obiettivo
principale è ridurre il divario digitale che ancora limita l’accesso al lavoro,
ai servizi e alle opportunità di crescita per molte categorie della
popolazione. Per questo il Fondo sostiene interventi di formazione digitale,
reskilling e upskilling professionale rivolti a giovani, donne, disoccupati,
inattivi, lavoratori a rischio di esclusione occupazionale, studenti, persone
vulnerabili e soggetti appartenenti a categorie fragili.
Una delle
caratteristiche distintive del Fondo è l’approccio sperimentale. I progetti
finanziati vengono selezionati non solo per la loro qualità, ma anche per la
capacità di generare risultati concreti e misurabili. Le iniziative più
efficaci possono essere replicate su scala nazionale e diventare modelli di
riferimento per future politiche pubbliche in materia di competenze digitali e
inclusione.
Negli ultimi
anni il Fondo ha promosso numerosi bandi dedicati a specifici target, come
NEET, donne, disoccupati, persone con disabilità, studenti e operatori del
terzo settore. Tra le iniziative più recenti figurano i bandi Zenit,
Prospettive+ e il Canale di cofinanziamento, strumenti che finanziano percorsi
di formazione digitale, inclusione lavorativa e sviluppo delle competenze
richieste dal mercato del lavoro.
Il Fondo per la
Repubblica Digitale rappresenta oggi uno dei principali strumenti nazionali per
accompagnare la trasformazione digitale del Paese, sostenendo progetti capaci
di migliorare l’occupabilità delle persone, rafforzare le competenze
tecnologiche e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità offerte
dall’economia digitale.
Esempio di progetto per la partecipazione
al bando Zenit
Per comprendere meglio le modalità di
partecipazione e la struttura di una proposta progettuale, di seguito viene
presentato un esempio pratico di domanda a valere sul Bando Zenit 2026 del
Fondo per la Repubblica Digitale. L'esempio ha finalità esclusivamente
illustrative e riproduce una possibile candidatura sviluppata da un
partenariato composto da enti del terzo settore, organismi formativi e soggetti
specializzati nell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. La
simulazione evidenzia gli elementi principali richiesti dal bando:
caratteristiche del partenariato, obiettivi progettuali, attività previste,
piano finanziario, contributo richiesto e risultati attesi. L'obiettivo è
fornire a enti, fondazioni, associazioni, cooperative sociali e soggetti
pubblici un modello di riferimento utile per comprendere come costruire una
proposta coerente con le finalità del Fondo e con i criteri di valutazione
previsti dal bando.
Soggetti beneficiari: requisiti
giuridici e di bilancio
Il Bando Zenit è rivolto a partenariati composti da
un minimo di 2 e un massimo di 5 soggetti, costituiti da enti pubblici,
enti del terzo settore e organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate
nell'inclusione sociale, nella formazione e nell'inserimento lavorativo delle
persone con disabilità.
Soggetto responsabile (capofila)
Il soggetto responsabile deve essere un ente pubblico
oppure un'organizzazione privata senza scopo di lucro. Deve essere costituito
da almeno due anni, avere sede legale in Italia e non aver svolto attività
incompatibili con le finalità del Fondo. Non possono assumere il ruolo di
capofila associazioni di categoria o sindacati.
Esempi di soggetti ammissibili come capofila:
- Fondazioni
ETS
- Associazioni
riconosciute e non riconosciute
- Organizzazioni
di volontariato (ODV)
- Associazioni
di promozione sociale (APS)
- Imprese
sociali
- Cooperative
sociali
- Enti
pubblici
- Università
e centri di ricerca
Partner del progetto
Oltre al capofila deve essere presente almeno un
partner. Anche i partner devono essere enti pubblici o privati senza scopo di
lucro con sede in Italia e registrati sulla piattaforma Re@dy.
Possono inoltre partecipare imprese private in qualità
di partner for profit, purché apportino competenze specialistiche nella
formazione digitale o favoriscano l'inserimento lavorativo dei beneficiari. La
quota di budget gestita dai partner for profit non può superare il 30% del
contributo richiesto.
Requisiti economico-finanziari
Il bando non prevede soglie minime di fatturato,
patrimonio netto o dimensione economica dell'ente. Tuttavia richiede una
documentazione che consenta di verificare solidità e operatività del
partenariato.
Documenti di bilancio richiesti
La documentazione richiesta al soggetto responsabile ha una funzione
essenziale di verifica giuridica, amministrativa e gestionale. Atto costitutivo
e statuto consentono di accertare la natura dell’ente, l’assenza di scopo di
lucro, la coerenza delle finalità istituzionali con il bando e la regolare
costituzione del soggetto proponente. I bilanci o rendiconti degli ultimi due
esercizi permettono invece di valutare la continuità operativa, la solidità
economico-finanziaria e la capacità dell’ente di gestire correttamente risorse
pubbliche o para-pubbliche. Il CV del responsabile di progetto è rilevante
perché dimostra l’esistenza di competenze organizzative, tecniche e gestionali
adeguate alla realizzazione dell’intervento. Nel complesso, questi documenti
servono a ridurre il rischio di candidature deboli o non affidabili.
La documentazione richiesta ai partner del
progetto è finalizzata a garantire la trasparenza, l'affidabilità e la capacità
operativa dell'intero partenariato. L'atto costitutivo e lo statuto vigente
consentono di verificare la natura giuridica del soggetto, la presenza di
finalità coerenti con gli obiettivi del bando e l'assenza di scopo di lucro,
requisito essenziale per la partecipazione. I bilanci o rendiconti degli ultimi
due esercizi rappresentano invece uno strumento di valutazione della stabilità
economica e della continuità gestionale dell'ente. Attraverso tali documenti il
Fondo può accertare che ciascun partner disponga di un'organizzazione adeguata
e delle risorse necessarie per contribuire efficacemente alla realizzazione
delle attività progettuali e al raggiungimento dei risultati attesi.
Per i partner for profit il bando richiede una documentazione più orientata
alla verifica della solidità aziendale e della regolarità dell'attività
economica svolta. La visura camerale aggiornata consente di accertare
l'esistenza dell'impresa, l'oggetto sociale, la sede operativa e l'assenza di
situazioni che possano compromettere la partecipazione al progetto. I bilanci
degli ultimi due esercizi permettono invece di valutare la capacità finanziaria
dell'azienda, la continuità operativa e la sostenibilità economica del
contributo che essa apporterà al partenariato. Tali requisiti sono particolarmente
importanti poiché i partner for profit devono fornire competenze
specialistiche, supporto tecnologico o opportunità di inserimento lavorativo,
contribuendo concretamente al raggiungimento degli obiettivi progettuali.
Profilo ideale del beneficiario
Dal punto di vista valutativo, il Fondo privilegia
organizzazioni che possiedono esperienza documentata nella presa in carico di
persone con disabilità, nella formazione digitale e nelle attività di
orientamento e accompagnamento al lavoro. Viene inoltre valorizzata la
complementarità del partenariato e la capacità di generare impatti misurabili
in termini di competenze acquisite e occupabilità.
In sintesi, il beneficiario ideale è un partenariato guidato da
un ETS, una fondazione o un ente pubblico con almeno due anni di attività,
bilanci regolarmente approvati, esperienza nel sociale e nella formazione,
affiancato da soggetti specializzati nell'inclusione digitale e, possibilmente,
da imprese capaci di facilitare l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
ESEMPIO DI DOMANDA
L'esempio progettuale "Digital Ability 4
Work" presenta una struttura coerente con gli obiettivi del Bando Zenit,
grazie alla presenza di un partenariato multidisciplinare in grado di coprire
le diverse esigenze dei beneficiari. La Fondazione Inclusione e Futuro ETS
assume il ruolo di coordinamento, mentre la cooperativa sociale apporta
competenze nella presa in carico delle persone con disabilità. Il
coinvolgimento dell'Università degli Studi di Bari garantisce un contributo
qualificato nella formazione digitale e nella valutazione dei risultati, mentre
il partner for profit Tech4All S.r.l. favorisce il trasferimento di competenze
tecnologiche e l'inserimento lavorativo. Il progetto si rivolge a 150 persone
con disabilità in età lavorativa, operando in Puglia e Basilicata per un
periodo di 24 mesi con un contributo richiesto pari a 500.000 euro.
|
Voce |
Descrizione |
|
Titolo |
Digital
Ability 4 Work |
|
Soggetto
responsabile |
Fondazione
Inclusione e Futuro ETS |
|
Partner
1 |
Cooperativa
Sociale Insieme |
|
Partner
2 |
Università
degli Studi di Bari – Dipartimento Informatica |
|
Partner
3 (for profit) |
Tech4All
S.r.l. |
|
Beneficiari |
150
persone con disabilità e/o invalidità |
|
Età
beneficiari |
16-67
anni |
|
Area
intervento |
Puglia
e Basilicata |
|
Durata |
24
mesi |
|
Contributo
richiesto |
€
500.00 |
Gli obiettivi individuati nel progetto risultano
pienamente coerenti con le finalità del Bando Zenit, che punta a rafforzare le
competenze digitali e l'inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità.
La formazione di 150 beneficiari rappresenta un risultato significativo in
termini di diffusione delle competenze digitali di base, mentre la
certificazione di 80 partecipanti su competenze professionali avanzate aumenta
concretamente le possibilità di accesso al mercato del lavoro. Particolarmente
rilevante è l'attenzione dedicata allo sviluppo delle soft skills, oggi
considerate fondamentali per l'inserimento e la permanenza in azienda.
L'obiettivo di favorire l'assunzione di 40 beneficiari dimostra una chiara
attenzione ai risultati occupazionali. Infine, il tasso di completamento
superiore all'85% evidenzia una progettazione orientata alla partecipazione
attiva e alla riduzione dell'abbandono.
|
Obiettivo |
Risultato atteso |
|
Sviluppare competenze digitali di base |
150 beneficiari formati |
|
Sviluppare competenze professionali digitali |
80 beneficiari certificati |
|
Rafforzare le soft skills |
120 beneficiari |
|
Favorire l'inserimento lavorativo |
40 persone inserite in azienda |
|
Ridurre l'abbandono |
Tasso completamento >85% |
Il piano economico del progetto appare
equilibrato e coerente con le attività previste dal Bando Zenit. La quota
principale del budget è destinata alla formazione digitale, sia di base sia
specialistica, confermando la centralità dello sviluppo delle competenze dei
beneficiari. Le risorse dedicate a tecnologie assistive e accessibilità sono
particolarmente rilevanti, poiché garantiscono la piena fruibilità dei percorsi
da parte delle persone con disabilità. Anche le voci relative
all’accompagnamento al lavoro, all’orientamento e alle soft skills rafforzano
la dimensione occupazionale del progetto. Il monitoraggio consente di misurare
l’impatto prodotto, mentre la comunicazione favorisce la diffusione dei
risultati. I costi indiretti, pari all’8%, completano correttamente il quadro
finanziario complessivo.
La struttura finanziaria dell’esempio evidenzia un progetto interamente
coperto dal contributo del Fondo per la Repubblica Digitale. Il contributo
richiesto è pari a 500.000 euro, corrispondente al costo complessivo
dell’intervento. Non è previsto alcun cofinanziamento a carico del soggetto
responsabile o dei partner, elemento che rende il bando particolarmente
interessante per enti del terzo settore, fondazioni e organizzazioni formative.
Dal punto di vista finanziario, si tratta quindi di un contributo a fondo
perduto destinato a sostenere integralmente le attività progettuali
ammissibili. La sostenibilità del progetto dipenderà tuttavia dalla corretta
rendicontazione delle spese, dal rispetto delle attività approvate e dal
raggiungimento dei risultati previsti.
Il
piano di erogazione del contributo prevede una distribuzione delle risorse in
quattro tranche di pari importo, ciascuna pari a 125.000 euro. L’anticipo del
25% consente al partenariato di avviare le attività senza dover anticipare
risorse proprie, garantendo la copertura delle prime spese operative. Le due
successive quote, erogate a stato di avanzamento lavori (SAL), sono subordinate
alla presentazione della rendicontazione e alla verifica delle attività
realizzate. Il saldo finale viene riconosciuto al termine del progetto, previa
verifica del raggiungimento degli obiettivi e della conformità delle spese
sostenute. Questo meccanismo consente al Fondo di monitorare l’andamento
dell’intervento e assicura un utilizzo corretto ed efficiente delle risorse
pubbliche assegnate.
Conclusioni
Il Bando Zenit
rappresenta una delle opportunità più significative attualmente disponibili a
livello nazionale per sostenere l’inclusione digitale e lavorativa delle
persone con disabilità. Attraverso una dotazione finanziaria rilevante e un
approccio orientato all’impatto sociale, il Fondo per la Repubblica Digitale
conferma la volontà di investire in progetti capaci di ridurre il divario
digitale e favorire una partecipazione più equa al mercato del lavoro.
L’analisi dei
requisiti di partecipazione evidenzia come il Fondo attribuisca grande
importanza alla qualità del partenariato, alla trasparenza amministrativa e
alla capacità gestionale degli enti coinvolti. La richiesta di documentazione
giuridica e finanziaria non rappresenta infatti un mero adempimento formale, ma
uno strumento attraverso il quale verificare l’affidabilità dei soggetti
proponenti e la loro capacità di realizzare efficacemente le attività
progettuali. Allo stesso modo, la presenza di partner con competenze
complementari costituisce un elemento determinante per affrontare in maniera
integrata le sfide legate alla formazione, all’accessibilità e all’inserimento
lavorativo.
L’esempio di
progetto presentato in questa guida dimostra come sia possibile costruire una
proposta coerente con le finalità del bando, integrando attività formative,
tecnologie assistive, orientamento professionale e accompagnamento
all’occupazione. Un progetto efficace non si limita infatti a trasferire
competenze digitali, ma mira a generare un cambiamento concreto nella vita dei
beneficiari, aumentando la loro autonomia, la partecipazione sociale e le
opportunità professionali.
Dal punto di
vista finanziario, il contributo a fondo perduto fino a 500.000 euro consente
di realizzare interventi strutturati e di medio periodo senza richiedere
risorse aggiuntive ai proponenti. Tuttavia, la piena copertura finanziaria non
deve far sottovalutare l’importanza della rendicontazione e del monitoraggio,
aspetti che assumono un ruolo centrale nel rapporto con il Fondo e nella
valutazione dei risultati raggiunti.
Per gli enti del
terzo settore, le fondazioni, le cooperative sociali, le università e gli
organismi formativi, il Bando Zenit rappresenta quindi molto più di una semplice
opportunità di finanziamento. Si tratta di uno strumento strategico per
sperimentare modelli innovativi di inclusione, rafforzare le reti territoriali
e contribuire alla costruzione di un sistema economico e sociale più
accessibile. La qualità della progettazione, la capacità di misurare l’impatto
e la collaborazione tra soggetti diversi saranno gli elementi che faranno la
differenza tra una candidatura ordinaria e un progetto realmente capace di
produrre valore per le persone e per i territori.
Fonte: https://www.fondorepubblicadigitale.it/bandi/bando-zenit/
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